Il Ponte Contemporanea

Next

Via di Fuga – Exit Strategy

Opening: Giovedì 9 maggio dalle 18:30 alle 21:00

Giovedì 9 maggio dalle ore 18:30 Il Ponte Contemporanea è lieta di presentare la mostra personale di Chema Cobo Via di Fuga – Exit Strategy. La mostra rientra nella serie “One”progettata con Achille Bonito Oliva.

La mostra sarà l’occasione per visionare gli ultimi lavori di Chema Cobo che non espone in Italia dalla fine degli anni ottanta. Le opere si concentrano sulla figura di “Jocker”, personaggio molto simile ad alcuni della Commedia dell’Arte ed in grado di condurre l’opera verso uno spazio distante e molteplice: il carnevale.

È noto che è il “Joker”, il giullare, a ridere ultimo, seguendo un rito che lo compensa del fatto di fare sempre il matto. Il giullare è una parodia del potere, arriva agghindato con tutti gli addobbi tipici del suo mestiere ed esagera tutto, affinché tutto diventi simbolo di un’autoriflessione acuta e critica.

Tutto ciò dimostra che vuole svolgere il suo ruolo, soddisfare le nostre aspettative, accettare le regole stravolgendole.

Il Joker gioca con scopie e specchi. Immagina quindi la danza del molteplice, dà luogo alla pluralità, la mette in luce, l’intensifica. Ride o sghignazza perché sa che non c’è unità, identità; perché ignora da dove proviene la sua immagine. Perché non c’è per lui altro principio che la dispersione. È la lezione, di nuovo, dello specchio: tutto è riflesso, tutto è rifrazione, immagine. Ma il riflesso è divino: la molteplicità dispersa, i frammenti affiorano alla superficie costituiscono l’immagine irradiata e prorompente del dio, la manifestazione stessa di Dioniso. Dioniso è solo nei riflessi. Ecco il nostro mondo: ciò che vede Dioniso quando si ammira in uno specchio. È questo che testimonia da sempre la pittura, la visione luminosa che Chema Cobo ora ci trasmette. È una conoscenza, come sosteneva Nietzsche, di carattere tragico. Perché chi la raggiunge sa di non essere che un’immagine, un lampo, una rifrazione, qualcosa di effimero senz’altro, quasi nulla, un vuoto o un nulla. E che nulla, quindi, ci è dato se non in riflesso o in risonanza. Ma, al contempo, conosce pure l’importanza di essere ombra, anch’essa un riflesso, un doppio. E anche che la negazione dell’uomo è un’oasi di freschezza. La risata del joker trasmette tale conoscenza, che è quella dell’immagine, della pittura stessa, quando conosce la sua origine. Origine che, nella sua purezza, ci è assolutamente inaccessibile, e non consente altro rapporto che il suo fallimento o il suo vuoto. Come riflesso, la sua vicinanza esprime sempre l’allontanamento dal Principio che si riflette in essa. La pittura è l’espressione instabile di una visione che, in quanto tale, non è raffigurabile, e che tuttavia predomina e anima in modo sensibile la rappresentazione. Chi scopre che tutto è rappresentazione scopre, per la medesima ragione, la pittura. Perciò il pittore, come il joker, proprio perché conosce, e si conosce, ride. 

(Alberto Ruiz de Samaniego, Università de Vigo, Catalogo Chema Cobo. Joking Holes, 2015)