Il Ponte Contemporanea

Next

s-l1600.jpg

S M S

( Shit Must Stop )

 A Celebration of the 50th anniversary of SMS

( an open-ended collective that epitomized the community ethos of the late 1960s)

December 2018

Il Ponte Contemporanea per la serie di mostre‘One’ in collaborazione conAchille Bonito Oliva’e con Studio Arte 15è lieta di celebrare con una mostra del tutto inedita per l’Europa, i cinquanta anni dall’ultima uscita del volume S.M.S. (Shit MustStop) edito in America e spedito come messaggio a duemila aderenti  in tutto il mondo.

S.M.S. (Shit Must Stop)fondata dal surrealista William Copley mise a disposizione il suo loft a New York per realizzare un progetto utopico ma cosi importante da superare superare i confini del rapporto artistico Artista/Collezionista. Siamo nel 1968. L’operazione iniziò a febbraio e terminò a dicembre dello stesso anno.  Tutto questo è accaduto a New York coinvolgendo artisti di diverse nazionalità e correnti culturali.

S.M.S.consiste in una collezione d’arte usata come messaggio tra gli aderenti surclassando curatori, critici e musei quindi,  il messaggio, in forma di scatola contenente arte, veniva recapitato ai 2.000 che avevano aderito all’operazione.

Questo è il parallelismo tra S.M.S. (Shit Must Stop)che nel 1968 era puramente provocatorio e  SMS (Short Message System)odierno, che è pura comunicazione interpersonale.

S.M.S.è composta da opere sia da “leggere” che da “vedere”. Potrebbe essere esposta in una libreria cosi come in una galleria o in un Museo.

S.M.S.prende ispirazione dall’opera di Marcel Duchamp “Boite en Valise” che accanto a importanti nomi se ne affiancano altrettanti, allora, meno conosciuti quali Joseph Kosuth, Man Ray, Walter De Maria, Yoko ono, James Lee Byars……

Sebbene ci fu la partecipazione di molti artisti autorevoli, l’operazione rimase piuttosto in ombra.

Durante il 2018 diversi Musei e gallerie in America hanno celebrato S.M.S. sebbene le opere siano molto difficili da reperire.

Per celebrare i cinquant’anni diS.M.S. abbiamo fatto una selezione che a nostro avviso, rappresenta al meglio tutta l’operazione artistica, culturale e provocatoria:

James Lee Byars, Black Dress;

Walter de Maria, Chicago Project;

Joseph Kosuth, Four Titled Abstracts;

Man Ray, The Father of Mona Lisa;

Roy Lichtenstein, Folded Hat;

Mimmo Rotella, 6 Prison Poems;

Yoko Ono, Mend Piece for John;

Richard Artschwager, Cover Design;

Betty Dodsodson, Friends