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Il Ponte Contemporanea

Liu Dahai

Liu Dahai

“Chinese women”  200x200cm. Comprehensive material 2015 Liu Da Hai.jpg
 
 

Realizzare non sarà copiare una cosa, ma copiare la totalità delle cose, e visto che questa totalità non esiste se non come idea nella nostra coscienza, il vero realista copia solo un’idea: da questo punto di vista non sarà un errore definire il realismo più esattamente come idealismo” (Ortega Y Gasset).

Ecco l’assunto da cui partire per definire il lavoro di Liu Dahai, che realizza una pittura come deposito di immagini stilizzate e contaminate, fuori da ogni superbia totalizzante e dunque da ogni forma di idealismo. Liu Dahai si muove sul versante della contaminazione linguistica e dell’eclettismo stilistico, che significa poi coscienza metalinguistica dell’opera e dunque adozione di una sensibilità postmoderna.  L’ironia è l’arma con la quale Liu Dahai allontana da se ogni traccia di idealismo, ogni identificazione tra realtà e linguaggio. La realtà dell’arte è il linguaggio, la riserva di immagini di cui è costituita la memoria iconografica dell’artista che compie un ulteriore passo in avanti, identificando stile e linguaggio.

L’opera diventa necessariamente prodotto artificiale visto che richiede una elaborazione che riguarda “in particolare la natura per articolare la forma estetica”. La natura per Liu Dahai è quella stratificata del linguaggio composto da una foresta di stili.

In questa foresta stilistica non esistono categorie o primati, zone alte o zone basse, tutto è il frutto di un accumulo in cui convergono riferimenti diversificati e appartenenti a culture anche lontane tra loro. Lo strumento adoperato da Liu Dahai è quello naturalmente della citazione che diventa un modo per l’artista di riprendere modelli con cui però non si identifica.

 

Achille Bonito Oliva, L'arte di moltiplicare, 2016