Il Ponte Contemporanea

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VIA DI FUGA - EXIT STRATEGY

La mostra rientra nella serie ‘One’ progettata con Achille Bonito Oliva.

L’artista è un Joker di mani e mai villano” (Achille Bonito Oliva)

 “L’artista è un produttore, una spia, un doppio agente, un mercenario?” (Chema Cobo)

Il primo Joker compare nel 1988, osservando che l’opera teatrale, barocca e non priva di ironia che facevo allora, cominciava a essere interpretata in un senso opposto alle mie intenzioni.

Joker, Jester o il giullare comparivano all’inizio per il loro ruolo da intermediari tra i quadri e lo spettatore. Questo personaggio, molto simile ad alcuni della Commedia dell’Arte, mi serviva per “dipingere in terza persona” e creare così uno straniamento nel pubblico. Il Joker, per la sua ambiguità, rispetta bene questa funzione, conducendo l’opera (finzione) verso uno spazio distante e molteplice: il carnevale.

È noto che è il “Joker”, il giullare, a ridere ultimo, seguendo un rito che lo compensa del fatto di fare sempre il matto. Il giullare è una parodia del potere; arriva agghingato con tutti gli addobbi tipici del suo mestiere ed esagera tutto, affinché tutto diventi simbolo di un’autoriflessione acuta e critica: i ritmi e i fori dei sonagli, i colori vivaci delle sue pezze, la forma del berretto. Tutto ciò dimostra che vuole svolgere il suo ruolo, soddisfare le nostre aspettative, accettare le regole stravolgendole. Adopero la figura del joker, presa dalle carte da poker, per giocare al gioco dell’arte e fare capriole dentro i suoi limiti artificialmente prescritti. Gioco a raffigurare il mondo, anzi, a raffigurare una Imago mundi che svicola senza sosta di fronte all’atto di definizione. Il giullare accetta le regole, consapevole che la sua sola presenza permette di trasgredirle. È il rappresentante ufficiale dell’aleatorietà e dell’azzardo strutturato.

CHEMA COBO TEASER: https://www.youtube.com/watch?v=vqzGMFgurPo

CHEMA COBO INTERVIEW: https://www.youtube.com/watch?v=6LxSwazAMQ0